Certo che se volevano confonderci le idee, quelli di Wired, non potevano fare meglio di così. Chris Anderson (si quello della lunga coda…) e soci se ne sono venuti fuori con un roboante quanto paradossale articolo, intitolato “The Web is dead. Long live the Internet“. Cioè, scusate… il Web è morto, Internet è vivo… chi ha amazzato chi..? Funerali…? Matrimoni…? Confusione!

In realtà per “Web” intendono le connessioni attraverso i browser.

Menti molto più brillanti della mia sono un pò contrariate e accusano Wired di manipolazione dei dati e markettismo estremo.

Così Luca De Biase:

(…)Nel grafico citato da Anderson e Wolff (pubblicato in un primo momento con la timeline sbagliata e poi corretto) si parla di numeri relativi. E il web appare in diminuzione. Ma usando i numeri assoluti, come fa Rob Beschizza su BoingBoing, si vede che il web sta ancora crescendo moltissimo.
Il traffico web diminuisce in termini relativi perché aumenta il video. Ma il video che viene considerato nel grafico citato da Anderson e Wolff è anche quello di YouTube, che dovrebbe essere considerato probabilmente traffico web, come osserva anche Erick Schonfeld su TechCrunch, dopo aver consultato i dati Cisco dai quali il grafico è tratto(…).

Così Massimo Mantellini:

Molto prima di discutere delle tesi di Chris Anderson (se ne avremo voglia, io per ora, data la natura francamente markettara di tutta l’operazione, ne ho pochissima) sulla morte presunta del web che Wired ha sparato fuori oggi dopo molti rulli di tamburi, forse varrebbe la pena di dare una occhiata al grafico che la rivista americana ha prodotto modellando in maniera piuttosto disinvolta i dati di Cisco sul traffico Internet. Rob Beschizza su Boing Boing spiega bene perchè quel grafico tanto colorato non racconta la verità.

Altri pareri: Giuseppe Granieri, Tiziano Caviglia, Nereo.

Tutto il resto… è noia…