In un post di pochi giorni fa ho spiegato, in maniera dettagliata, che cos’è il Crowdfunding e perchè può rappresentare un modello di business alternativo per il mondo dell’informazione.
Oggi mi sono imbattuto in Dig-it, nuovissimo portale italiano di giornalismo “on demand”. Il funzionamento rispecchia fedelmente i canoni che hanno reso celebre Spot.us, negli Stati Uniti. I lettori diventano editori, decidono quali inchieste o servizi sottoporre ai giornalisti, le finanziano e le vedono pubblicate.

Direttamente dal sito: “Dig-It propone inchieste giornalistiche, l´utente della Rete decide se sono interessanti e le “compra”. Ogni inchiesta o reportage ha un suo costo che viene dunque pagato dagli utenti. Dig-It propone temi, ma soprattutto accoglie e rilancia proposte: l´utente suggerisce un´idea, se questa piace agli altri utenti che sono disposti a pagare per far partire il lavoro, il lavoro parte. Dig-It molto umilmente è una sorta di giornale/non giornale. Non ci sono rubriche, non ci sono sezioni. Ci sono articoli, approfondimenti, commenti. Decisi insieme a chi li paga. L´utente non acquista un prodotto deciso e confezionato da altri: il Direttore di Dig-It è la Rete, l´Editore di Dig-It è la Rete“.

Si tratta davvero di un portale interessante. Staremo a vedere se questo modello di business, riuscirà ad attecchire nel difficile mercato italiano. L’ultima parola come sempre spetta agli utenti…