In questi giorni (per la precisione il 21 marzo), Twitter ha festeggiato il suo quarto compleanno. Sono passati già 4 anni da quando Jack Dorsey lanciò il primo Tweet, probabilmente inconsapevole di quello che l’applicazione sarebbe diventata in così breve tempo. Il mese scorso Twitter ha raggiunto l’incredibile cifra di di 50 millioni di cinguettii al giorno (tanto per capirci, significa circa 600 messaggi postati al secondo!). Se si confrontano alcuni dati salienti, anno per anno, si resta sbalorditi:

  • nel 2007 sono stati pubblicati circa 5000 tweets al giorno;
  • fino al 2008, il numero è salito a 300.000 cinguettii postati al giorno;
  • fino al 2009 si è arrivati a circa 2 milioni e mezzo di post al giorno;
  • ma la crescita non si è arrestata: anzi ad un ritmo esaltante (con un aumento del 1400%), nel 2009 si è arrivati a raggiungere i 35 milioni di Tweets al giorno;
  • ora come ora siamo già a quota 50 milioni! 

Qualche tempo fa, facendo un paragone con altri Social Network, ho descritto in questo modo Twitter:

“Resta di difficile interpretazione. Direi che potrebbe essere paragonato ad un “laboratorio” in cui si stanno sperimentano diverse forme di comunicazione ed interazione. Sicuramente la velocità e la sintesi lo rendono un’ottimo strumento per la diffusione delle informazioni. I 140 caratteri (limite del contenuto) sono però croce e delizia poichè, se da un lato consentono il rapido sviluppo e diffusione di contenuti, dall’altro sono causa di difficoltà per interazioni lunghe e bidirezionali. Le sue caratteristiche lo rendono sicuramente adatto per nuove forme di “citizen journalism” (ne è un esempio recente il terremoto in Abruzzo, e l’attenzione che i media tradizionali rivolgono allo strumento), per la diffusione dei link ed anche come help-desk lavorativo. Non è da trascurare poi il suo utilizzo in ambito congressuale, dove Twitter permette di seguire in maniera produttiva e poco dispendiosa i congressi. Negli USA, la diffusione è dovuta al fatto che molte celebrities (piano piano lo stanno facendo anche da noi…), spinte probabilmente dall’idea di distinguersi, lo hanno adottato come strumento per interagire coi fan (esempio estremo di comunicazione unidirezionale!), una specie di mini sala stampa da cui diffondere i propri “comunicati”.