Ormai sono due mesi che va avanti la querelle tra Google e la Cina: una disputa che ogni giorno si arricchisce di nuovi colpi di coda, tanto che ormai il valzer di notizie che la circonda incomincia un pò a stufare tutti. Tra news clamorose e smentite ufficiali non sappiamo più cosa credere. Mentre i rispettivi governi sono scesi in campo per espriemere punti di vista e perplessità, a Mountain View non si sa bene che cosa stiano architettando. Google via dalla Cina? Google resta ma con il motore di ricerca chiuso?

Per chi si fosse perso qualche puntata la storia è pressapoco la seguente:

se vuoi operare nel settore WEB in Cina, devi sottostare ad una serie di simpatiche regolucce che ti impongono i “capoccia” di Pechino. Se sei il motore di ricerca più utilizzato del mondo, hai, primo fra tutti, l’obbligo di filtrare le notizie poco gradite al governo (per esempio i fatti di piazza Tienanmen, non devono essere trovati, ne visti… insomma non esistono!). Google per aprofittare del mercato più redditizio del pianeta (i Cinesi sono davvero tanti…) decide di accettare le regole fino a quando un bel giorno, vittima di continui attacchi da parte probabilmente del regime stesso (che “bombarda” le caselle di posta GMail di alcuni dissidenti politici), per protesta toglie i filtri e Piazza Tienanmen torna ad esistere in tutti i computer della Cina. A quel punto a Pechino, dove la censura è un fiore all’occhiello (e vogliono che resti tale!), si arrabbiano parecchio e invitano BigG o a rispettare le regole o a smontare baracca e burattini. Li scende in campo anche il Governo USA. C’è un bel profumo d’incidente diplomatico, fino a che Google decide di tornare a rispettare le regole e a filtrare i contenuti, celando però dietro ad un “stiamo trattando”, le sue reali intenzioni.

Quando pare che tutto possa finire “a tarallucci e vino”, ecco l’ennesimo colpo di scena: sembrerebbe che su Google.cn si sia tornati ad aggirare la censura, facendo nuovamente imbestialire gli amici di Pechino che non vedevano l’ora di ribadire il loro concetto preferito: “o state alle nostre regole o ve ne andate di qui!”

Ora tutto sembra possibile… C’è chi è sicuro che Google lascerà la Cina, chi sostiene che chiuderà solo il motore di ricerca ma continuerà a fare business. Altri stanno già concentrandosi sullo sbarco in Oriente del fenomeno Twitter. Staremo a vedere quale sarà il prossimo movimento di questo valzer apparentemente infinito…