Web Semantico, Web 3.0… Ultimamente ne sentiamo spesso parlare. Ma di cosa si tratta? Questa è una breve introduzione per tutti, ai concetti fondamentali del Semantic Web, la nuova frontiera di Internet.

Partiamo analizzando il termine semantica. La semantica (dal greco sémeìon, segno) è quella parte della linguistica che studia il significato delle parole, degli insiemi delle parole, delle frasi e dei testi. In generale, la semantica è ciò che mette in relazione le espressioni linguistiche con quello che il contenuto di tali espressioni “vuole dire”. Implica un processo di interpretazione.

Il web com’è concepito attualmente rappresenta informazioni attraverso il linguaggio (inglese, italiano, spagnolo, ecc.) e contenuti non testuali (multimedia grafici, layout di pagine, ecc.). Ciò è funzionale per le persone, che possono interpretare le informazioni, ma non per le macchine per cui le informazioni sono semplici sequenze di bit, prive di significato.

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In un celebre articolo sul Web Semantico, T.Berners Lee, inventore del World Wide Web, scrive: “Il Web fu disegnato come uno spazio di informazioni, con l’obiettivo di essere utile non solo per la comunicazione uomo-uomo, ma affinché anche le macchine potessero avere la possibilità di partecipare e dare il loro contributo. Uno dei maggiori ostacoli è stato il fatto che la maggior parte dell’informazione sul Web è disegnata per essere fruita dall’uomo (…), la struttura dei dati non è riconoscibile per un robot che naviga il Web. (…) L’approccio del Web Semantico, invece, sviluppa linguaggi per esprimere le informazioni in una forma accessibile e processabile da una macchina“.

L’idea del Web Semantico quindi nasce dalla necessità di estendere l’attuale web (non sostituirlo!) in modo da favorire lo scambio di informazioni oltre che tra esseri umani anche tra programmi per computer, tramite una rappresentazione che anche questi ultimi siano in grado di utilizzare e, in un certo modo, di comprendere.
Grazie a questa nuova concezione, la connessione fra i testi e le parole va al di là del legame sintattico, ma si basa soprattutto sul significato dei documenti pubblicati e sulla possibilità di metterli in relazione fra loro mediante parole-chiave che “sostengono” il testo scritto.
Ma perchè, quale sarebbe la funzionalità? Sicuramente la possibilità di scambio di informazioni tra programmi aumenta indirettamente ed esponenzialmente la quantità di informazioni che possono utilizzare gli esseri umani.

Come scrive Epifani, in una presentazione sul Web Semantico, “un browser (Internet Explorer, Firefox o Chrome) o un motore di ricerca (Google, Yahoo, Bing) sono in grado, secondo precise istruzioni, di disporre e visualizzare in una certa maniera delle informazioni ma non hanno la capacità di riconoscerle o attribuire loro un significato particolare per elaborarle. Infatti un motore di ricerca non distingue se la parola ‘espresso’ si riferisca ad un treno piuttosto che ad un caffè, oppure se ‘verdi’ sia riferito ad un colore o al compositore (lo stesso vale per i contenuti non testuali!). Il motore di ricerca può tentare di recepire i significati ricavandoli dal contesto della pagina, utilizzare sinonimi per espandere le ricerche, ma in ultima analisi il suo archivio è un elenco, certamente molto ben organizzato, di parole chiave. Se invece fosse in grado di comprendere il significato dei contenuti di una pagina, potrebbe accettare domande più complesse e fornire un’unica risposta altrettanto comnplessa e soprattutto efficace“.

Ma cosa è necessario per far si che le informazioni possano essere espresse in una forma “comprensibile” per una macchina? Una risorsa dovrebbe fornire informazioni su se stessa, i cosiddetti metadati. I metadati dovrebbero essere “scritti” in una forma leggibile universalmente dalle macchine.
“Aggiungere” la semantica ai contenuti WEB richiede la creazione di linguaggi e tecnologie in grado di estrarre significati da informazioni, e, cosa ancor più complessa, esprimere dati e regole per ragionamenti. Non è questo il luogo per entrare nel dettaglio di tali tecnologie informatiche e matematiche. Questa vuole essere una minima introduzione a ciò che si prospetta essere il futuro della Rete.

Il progetto del Web Semantico naturalmente è ancora un cantiere aperto, in continua e progressiva evoluzione. La sua costituzione procede un passo alla volta, con l’obiettivo finale di trasformare tutto il world wide web in un mondo in cui il computer non sarà più una semplice macchina che risponde a degli input standardizzati, ma uno strumento di aiuto concreto per l’essere umano, una mente pensante capace di supportare il lavoro e la ricerca delle persone.

Di seguito un bel video, via Youtube in inglese, che introduce il Web Semantico in maniera molto semplice.

Fonti:
http://webdesign.html.it/articoli/leggi/258/cose-e-a-cosa-serve-il-web-semantico/
http://www.tecnoteca.it/interviste/martinelli
http://it.wikipedia.org/wiki/Web_semantico
http://tci09.wordpress.com/2010/01/03/il-web-semantico/
http://www.websemantico.org/articoli/semantico.php
http://www.websemantico.org/websemantico/introwebsemantico.html
http://websemantico.splinder.com/tag/semantic_web_for_dummies