Che i Cinesi siano dei maestri nell’arte della copia non è un segreto, ma Goojje sembra essere davvero un colpo “gobbo” che si inserisce nella crisi Google-Cina… Staremo a vedere…

Si chiama Goojje, letteralmente “sorella maggiore di fratello Google“, ed è un nuovo motore di ricerca uscito in Cina 2 giorni dopo le tensioni tra Google stesso ed il governo cinese. Il nuovo motore di ricerca è molto simile al fratello americano sia nella grafica che nelle funzioni (anche i risultati delle ricerche prodotte sembrano essere molto simili a quelli di Mountain View) oltre che nel nome.
Secondo quanto riportato dal quotidiano Henan Business Daily, Goojje e’ stato creato da una studentessa della provincia meridionale del Guangdong. In realtà Goojje sembra essere la risposta (non del tutto scontata) della Repubblica cinese alle minacce della società statunitense di allontanarsi dal cyber mercato cinese. Google infatti, dopo i ripetuti tentativi d’intrusione in Gmail (posta elettronica) di utenti cinesi controllati dal governo, ha deciso di eliminare i filtri alle notizie, in precedenza censurate (conditio sine qua non per operare in accordo col governo cinese!) dichiarando di fatto “guerra” a Pechino e rendendosi papabile di esclusione forzata dal paese.
Interessante peraltro su questo tema la dichiarazione che appare sullo stesso sito cinese: “La sorella sarebbe molto felice se il fratello decidesse di abbandonare il progetto di lasciare il paese rimanendo con la sorella“, una sorta di richiesta a Google di rimanere in Cina.

E c’è di più…(continua)

I Cinesi sono andati oltre e hanno deciso di proporre una versione copiata adirittura di Youtube (Youtube è stato messo “fuori gioco” in Cina nel 2008 a seguito della pubblicazione di alcuni video poco graditi al governo!). Peraltro il “nuovo sito” è stato messo in rete con il nome Youtubecn.com . Tutto ciò sembra veicolare intenti ancora più provocatori (e poco nobili aggiungo) nei confronti di Google, proprietaria del celebre servizio.
Ora possiamo solo attendere le prossime mosse di big G e del governo cinese, in quella che è la partita a scacchi sicuramente più rovente di questo inverno cibernetico.