Facebook, Twitter e Friendfeed sono i Social Network che uso di più. Vorrei in questo breve trafiletto esprimere un giudizio sintetico su utilità, diffusione, carattersitiche e funzionalità dei 3 Social Media.

Facebook. A mio avviso può essere paragonato alla piazza, il luogo per eccellenza delle masse. Prima di tutto è da evidenziare che se ne parla, anzi se ne straparla: in questi giorni, un rapporto del Censis ne ha messo in evidenza la sua grande diffusione ed il Garante per la privacy lo ha messo al centro di un Opuscolo sugli effetti collaterali dei SN. Ma cosa spinge così tanti utenti a “viverlo”? Sicuramente la curiosità per quello che fanno gli altri: a parer mio il desiderio di gossip è perno della nostra società, solo che, un pò come avvenuto in TV coi reality, l’obiettivo si è spostato dalle celebrità ai nostri amici/conoscenti, trasformando il mondo-Web in una sorta di paesino globale in cui “tutti sanno tutto di tutti“!
Facebook è un circolo vizioso, nel senso che il suo ultra-massiccio utilizzo rende difficile (e forse poco conveniente) restarne esclusi. Anche le applicazioni (test, quiz, giochini e giochetti…) fanno si che tutto sia confrontabile, all’ insegna del “chi è più?” e del “cosa ti è venuto fuori a te?“, nello stessa clima da paesino sottolineato poc’anzi. Tutti lo criticano per la privacy ma i pochi che si cancellano spesso poi ci ripensano. Il fatto che sia controverso non fa che aumentarne il fascino. Ha superato quella soglia di utenti che lo ha trasformato da opzione a necessità (l’unico dei Social Media a mio parere che ha varcato tale soglia!). Andrebbe poi fatta una riflessione anche sul fatto che Facebook venga utilizzato soprattutto per “beccare“… che poi è il motivo centrale per cui servizi come Netlog e Badoo, tra i giovani, e Meetic,tra i meno giovani, sono in costante crescita.

Twitter. Resta di difficile interpretazione. Direi che potrebbe essere paragonato ad un “laboratorio” in cui si stanno sperimentano diverse forme di comunicazione ed interazione.
Sicuramente la velocità e la sintesi lo rendono un’ottimo strumento per la diffusione delle informazioni. I 140 caratteri (limite del contenuto) sono però croce e delizia poichè, se da un lato consentono il rapido sviluppo e diffusione di contenuti, dall’altro sono causa di difficoltà per interazioni lunghe e bidirezionali. Le sue caratteristiche lo rendono sicuramente adatto per nuove forme di “citizen journalism” (ne è un esempio recente il terremoto in Abruzzo, e l’attenzione che i media tradizionali rivolgono allo strumento), per la diffusione dei link ed anche come help-desk lavorativo. Non è da trascurare poi il suo utilizzo in ambito congressuale, dove Twitter permette di seguire in maniera produttiva e poco dispendiosa i congressi. Il fatto che in Italia vi siano ancora pochi utenti, lo rende poco accessibile alla massa, soprattutto per la lingua (la maggior parte degli utenti comunica in inglese). In altri paesi la diffusione è dovuta al fatto che molte celebrities (piano piano lo stanno facendo anche da noi…), spinte probabilmente dall’idea di distinguersi, lo hanno adottato come strumento per interagire coi fan (esempio estremo di comunicazione unidirezionale!), una specie di mini sala stampa da cui diffondere i propri “comunicati”.

Friendfeed. Potrebbe essere ben rappresentato da un salotto! In Italia è “abitato” dall’ elite della blogosfera: una nicchia di blogger, esperti del web, professionisti della comunicazione (o pseudo tali!), che interagiscono, tra il serio ed il faceto. Non si può negare che i suoi utenti rappresentino una cerchia molto autoreferenziale e difficilmente penetrabile. Lo strumento è da apprezzare in quanto più che un vero social network, è un aggregatore di attività digitali: si collega cioè facilemente a tutti i vari social media e riporta un’aggregato delle web-activity. Spesso inoltre da origine a discussioni molto interessanti, soprattutto in ambito politico, sociale e tecnologico. Però proprio questa sua specificità (e ribadisco la forte autoreferenzialità) lo tiene ben distante dalle masse.

Questo almeno per mia esperienza personale… Voi cosa ne pensate? Sarei contento si potesse aprire un dibattito…