Proprio stamattina mi sono imbattuto in un articolo di ansa.it secondo cui da un’indagine di Sophos (società di sicurezza), emergerebbe che un’azienda su quattro è stata vittima di attacchi di spam, phishing e malware attraverso i social network, e che adirittura due aziende su tre temono che questi strumenti (i SN) mettano a rischio l’incolumità aziendale.
Siamo in un periodo in cui al sempre forte e costante richiamo alla sicurezza (e alla privacy) si contrappongono le spinte del nuovo web marketing di apertura verso il consumatore.

Il problema che mi (e vi) pongo è che non vorrei che le aziende avessero la possibilità di nascondersi dietro a questi paraventi evitando il confronto con il pubblico 2.0 e restando chiuse nelle proprie “torri d’avorio”.
Il fatto che l’apertura ai social media venga percepita come rischiosa (a prescindere dal problema sicurezza/privacy, azzarderei a dire), dimostra che è ancora lunga la strada verso ciò che Diegoli chiama trasparenza aziendale.

Paolo Ratto